Il 23 maggio del 1992 moriva Giovanni Falcone presso lo svincolo Capaci-Isola delle Femmine dell’autostrada per Palermo e dopo soli 57 giorni toccava al suo collega e caro amico Paolo Borsellino, entrambi morivano per mano della mafia.

 Cos’è cambiato in questi vent’anni?E soprattutto cosa abbiamo ereditato?

 L’impressione è che sia cambiato poco, forse nulla, vero le indagini continuano incessantemente eppure sembra esserci una sorta di “stallo”, una situazione stagnante dove ognuno si fa i fatti suoi.Eppure ci hanno lasciato molto più di quanto pensiamo.

Prima… in termini umani: in primis senso del dovere nel lavoro che si compie, dobbiamo infatti ricordare che entrambi hanno messo a repentaglio la loro vita per “provare” a sconfiggere la mafia e dare un futuro migliore a tutti prima che alle loro famiglie le uniche ad aver pagato a caro prezzo questo gesto.

Il non arrendersi mai, nonostante le continue difficoltà di entrambi con il mondo esterno(spesso criticati e poi intralciati), hanno portato il loro lavoro avanti contro tutto e tutti spesso dovendosi isolare.

Credo che però il valore più grande che hanno rimasto sia quello di credere in un’Italia migliore e più giusta, loro ci hanno creduto fino all’ultimo respiro noi forse abbiamo onorato troppo poco questi sforzi che meritavano sicuramente più impegno.

Poi…ci hanno lasciato i loro fascicoli, le indagini e gli interrogatori, ci hanno aperto una strada che noi non abbiamo mai saputo percorrere.