Qualcuno dice: «chi di speranza vive disperato muore», a noi italiani certo l’impegno non manca soprattutto quando vogliamo sfidare qualche colosso ma questa volta l’avversario da battere è niente di meno che Google.

Per capire l’origine di questa «sfida» dobbiamo andare un pò indietro negli anni, quando un brillante italiano Massimo Marchiori aveva sviluppato un algoritmo chiamato Hyper Search, ma come succede nella vita a volte il furbo di turno Larry Page (che intanto lavorava al progetto che sarebbe diventato il motore di ricerca oggi più utilizzato nel mondo Google), ricercatore anche lui della Stanford University volle “visionare” quelle righe di codice.

Quelle righe oggi sono un pezzettino di google(il famoso page rank), a lui la notorietà e i soldi dopo aver creato un impero e al ricercatore italiano probabilmente neanche un grazie. Chissà forse si nasconde anche una rivincita dietro tutto questo?Io credo proprio di si.

L’errore più grande che credo sia alla base di Volunia sia quello di non aver studiato a dovere Google, per battere un avversario  credo sia indispensabile carpirne i pregi e difetti cercando poi di creare un motore migliore.Il problema credo non sia tanto creare un motore di ricerca che superi i difetti di Google per quanti tanti possano essere, ma equivalere prima i suoi pregi.

E’ proprio questo il nodo della questione, Google attualmente non ha eguali come velocita di indicizzazione, database dei risultati e algoritmi di ricerca, senza contare alle enormi risorse economiche impiegate per migliorarne il servizio e a quante persone ci lavorino.Ed è proprio qui che Volunia pecca, risultati non accurati nelle ricerche e lentezza nell’aggiornamento del database sono le prime note negative che stanno invece alla base dell’efficienza di un motore di ricerca.

L’iniziativa è sicuramente lodevole soprattutto per quanto riguarda la possibilità di commentare un sito, che dovrebbe aiutare a migliorarne la qualità(che è poi il fondamento di Volunia) dando spazio quindi solo a chi merita, ci sono poi da menzionare le visualizzazioni dell’anteprima di un sito in varie tipologie per rendere l’idea al visitatore di cosa sta per aprire.Insomma idee interessanti, con un anche lato social, ma la strada è tutta in salita e in molti si aspettavano qualcosa in più.

Forse abbiamo raccolto una sfida davvero troppo ardua in un mercato dove oggi Google ha più del 95% in pratica il dominio incontrastato, che pochi fin’ora hanno provato ad arginare, il solo Bing di casa Microsoft sembrerebbe avere qualche chance.

Sarebbe bello che tra i due litiganti stavolta la parte del furbo la facesse Volunia e non solo perche è made in Italy, ma sappiamo bene che non sarà facile.