Qualcuno credeva fosse oramai alla fine della sua carriera ma il maestro del calcio a zona votato all’attacco è tornato in grande stile, e anche se il suo Pescara non dovesse conquistare la promozione, ha dato una lezione di calcio a tutti.
Gli stranieri ci hanno sempre accusato di essere catenacciari, bè forse un pò lo siamo perchè nasconderlo, ma questo non si può dire del Pescara di Zdeněk Zeman; ultima partita 6-0 in casa con il Vicenza 80 reti fatte in sole 37 partite con una media di 2,16 gol a partita, lo spettacolo del «Barcellona» italiano è assicurato.
Osannato da tutti i pescaresi e non solo, lo stadio è praticamente colmo ogni domenica non solo dei tifosi della squadra biancazzurra ma anche di persone che vogliono semplicemente ammirare questa squadra in campo, che si muove a memoria in modo perfetto e fa divertire, in controtendenza con le presenze negli altri stadi ridotte oramai al lumicino.
Diciamolo, un pò tutti sperano che Zeman possa tornare lì dove l’avevamo lasciato con tutte le polemiche sul doping che ci furono, per sperare che possa dare ancora una volta fastidio alle grandi, semplicemente facendo giocare e correre per tutti i 90 minuti i suoi calciatori come ha già fatto con Foggia e Lecce.
Forse ha già vinto, grazie al suo modo di fare ha dimostrato di essere un grande uomo prima e poi un grande maestro di calcio poi, quel calcio che tutti credono esista ancora ma che per quanto mi riguarda è finito con l’ingresso delle pay tv e dei bookmaker.L’unico rimasto aggrappato a quel calcio i cui interessi economici erano molto minori di ora, è lui e la sua filosofia è rimasta inalterata ed è proprio questa la croce e delizia del suo gioco spregiudicato.
Chi pensava che non si potesse imparare ancora dal boemo dovrà ricredersi, la cultura  dei giovani e del calcio spettacolo sono l’unica linfa per far rimanere attaccati a quel poco di bello rimasto in questo sport, gli appassionati, e per creare una futura nazionale degna di questo nome.